Ven 09 Settembre: “1° Concerto della stagione: Minimal Klezmer”

1978359_855108061208567_8480471448360809049_o

Minimal Klezmer propone uno spettacolo accattivante, pieno di verve e spunti tra ironia e paesaggi sonori popolari: il repertorio si basa su antiche melodie ebraiche di origine est-europea, riarrangiate dal trio sfruttando tutte le molteplici influenze dei tre componenti.
Pur rimanendo sempre in un contesto acustico e cameristico, il trio attinge a piene mani alla musica improvvisata, al cabaret, e all’uso musicale di oggetti di uso comune.

Ven 11 Marzo: “Christopher The Conquered” (Usa)

151211_CTC_IMG_8858_web

Christopher Ford è un artista poliedrico: autore, cantante, performer e pianista. Il suo intento è quello di raccontare storie in modo da riflettere insieme al suo pubblico.

La musica di Christopher The Conquered è il rock and roll, influenzato però dalla tradizione cantautorale americana, dal jazz, dal blues, il tutto mescolato per creare canzoni pop ricche di sentimento e passione.

Il suo linguaggio si contraddistingue per il frequente ricorso all’umorismo e alla satira, elementi che contribuiscono a rendere i suoi live un’esperienza unica.

 

Ven 12 Febbraio: “BettiBarsantini”

11822718_615463585223097_57306763315405393_n

BETTIBARSANTINI è la band di Marco Parente e Alessandro Fiori.
Il nome è un omaggio alla loro musa del punk professionale, Betty Barsantini, regina del Tg regionale toscano.

Il primo disco, uscito per Malintenti Dischi e anticipato dal singolo ‘Dissocial Network’, sembra aver già conquistato la critica e non solo.
E’ infatti bastata una prima manciata di date per farli balzare in testa alla classifica BEST LIVE di Gennaio redatta da KeepOn e votata dai direttori artistici dei locali nostrani.
Accompagnati al basso da Lorenzo Maffucci (membro dei BlueWilla e ormai a tutti gli effetti il terzo BettiBarsantini), i due sono in tour con un live set d’impatto e davvero poco cantautorale. Insomma un concerto ricco di groove e a tratti afro-punk, per ascoltatori che non disdegnano la pista da ballo.

Ven 26 Settembre: “Rael trio feat Michele Polga”

E’  il primo progetto in cui il batterista Marco Campigotto si presenta come  band leader.
Un lavoro concentrato sulla reinterpretazione di brani jazz e di pezzi originali.
La caratteristica che contraddistingue la proposta musicale è la dinamicità dell’esecuzione e la capacità di fondere diversi stili dove il groove e la tecnica musicale catturano il pubblico nell’immediato.

MARCO CAMPIGOTTO: BATTERIA

campigotto c

Leader del progetto, Marco Campigotto nasce a Venezia e inizia come allievo di Davide Ragazzoni presso la scuola di musica “Il Suono Improvviso” di Venezia, entrando successivamente a far parte dell’organico didattico e come collaboratore, affiancando Paolo Birro, Pietro Tonolo, Marco Castelli e Giannantonio De Vincenzo, nei laboratori di musica d’insieme. Tiene corsi di strumento in diverse scuole di musica.
Ha collaborato e collabora tutt’ora con importanti nomi della scena jazz e blues locale  internazionale, quali Luca Pitteri & VGE Vocal Project, Marco Strano, Synthax Quartet, Roberto Righetto Quartet, Canale Italia, Rondò Veneziano compiendo concerti in tutta Europa, Tony Levin, Maurizio Fabrizio, Solis String Quartet, Pat Mastelotto, Ellade Bandini, il comico Dario Vergassola nel “Lunga vita ai pelandroni Tour”, Mothership. Con questi ultimi  oltre ad aver partecipato al Festivalbar ha aperto concerti di risonanza internazionale quali Sting e Jeff Beck, Pitura Freska, la coreografa Wanda Moretti, Paolo Ganz, James Thompson.
Ha inoltre fatto parte della sezione ritmica di Massimo Donà Quintet, Patrizio Fariselli degli Area, Toni Pagliuca delle Orme, David Riondino, Enrico Crivellaro, Ruggero Robin, Rudy Rotta, Francesco Boldini.

MICHELE POLGA:

Diplomato in sassofono al Conservatorio “Martini” di Bologna e in musica jazz al Conservatorio “Bomporti” di Trento con Franco D’Andrea. Frequenta i seminari estivi di Veneto Jazz e quelli di Siena Jazz vincendo la borsa di studio per le clinics IASJ (International Association of School of Jazz)  di David Liebman, che frequenterà l’anno successivo a Boston presso il Berklee College of Music.

Ha suonato con Paolo Fresu, Marco Tamburini, Marcello Tonolo, Pietro Tonolo, Roberto Rossi, U.T. Gandhi, Sandro Gibellini, Valerio Abeni, Furio Di Castri, Claudio Fasoli,  Paolo Damiani, Tony Scott, Fabrizio Bosso, Luca Mannutza, Luca Bulgarelli, Nicola Conte, Franco D’Andrea, Paolo Birro, Alfred Kramer, Francesco Bearzatti, Wayne Dockery, Carla Bley, Steve Swallow, Maria Shneider, Cecil Bridgewater, Ben Riley, Dick Oatts, Paul Jeffrey, Rory Stuart, Charlie Pership, Ferenc Nemeth, Eliot Zigmund, Jeff Gardner, Andrea Pozza e altri.

Ha partecipato a varie manifestazioni: Skopje Jazz Festival (Skopje, Macedonia); “Rumori Mediterranei” Roccella Jonica Jazz Festival, North East Jazz Fest (Mestre –VE-); New Coversation in Jazz (Vicenza); Fiemme Ski Jazz (Val di Fiemme); Itinerari Jazz Trento; Gorizia Jazz; Alpe Adria Jazz Festival (Maribor, Slovenia); Jazzandra (Adria –RO-), Barga Jazz (Barga, Lucca); Young Jazz in Town (Foligno –PG-); Veneto Jazz ; Alfasoul Jazz Festival; J&W Veneto Jazz; Jazz @ Officina (Prato); Codenons Jazz (Cordenons -PN-); Le Vie Del Suono (Levico -TN-); Padova Porsche Jazz Festival; NU Festival della creatività e dell’inovazione (Firenze); Storie di Jazz a Padova, ; Due Laghi Jazz Fest (Avigliana, Torino).

Ha all’attivo vari cd di cui tre a proprio nome, l’ultimo dei quali, in quintetto con Fabrizio Bosso, Luca Mannutza, Luca Bulgarelli e Tommaso Cappellato, è stato edito da Abeat Record ed ha avuto un inserto speciale su JazzIt Magazine N.68 di gennaio/febbraio 2012. Sempre dalla stessa rivista è stato inoltre segnalato come uno dei 100 cd più belli del 2011.

PAOLO CORSINI: PIANO

Nato l’11 settembre 1982, comincia gli studi musicali all’età di 7 anni sotto la guida del maestro Gianfranco Rongadi, alternando lo studio del repertorio classico e moderno. Nel corso degli anni passa sotto la guida di Bruno Ceselli per lo studio del repertorio jazz a di Battista Pradal per quello classico. Consegue la licenza di teoria e solfeggio (2001), il compimento inferiore di pianoforte (2002) mentre contemporaneamente allo studio intraprende l’attività dal vivo dall’età di circa 15 anni, esibendosi con gruppi in vari generi musicali ma principalmente jazz, funk e rock. Consegue nel 2008 il compimento medio di pianoforte e nel 2010 la laurea di secondo livello in musica jazz, presso il conservatorio di Adria. Partecipa al progetto di commistione fra musica acustica ed elettronica “ezz-tetich”, collaborando con molti musicisti di jazz del triveneto. Frequenta nel 2004 i seminari di Siena Jazz con Stefano Battaglia e Franco D’Andrea e molti nomi importanti della scena jazz italiana. Dal 2003 effettua attività di insegnamento presso scuole di musica nell’area del Veneto e Friuli. Incide con Federico Missio, Alessandro Turchet, Maurizio Cepparo e Massimo Manzi nell’album “4+1″ (2007), con l’Abbey Town Jazz Orchestra nel disco “Big Band Jump”(2007), con il gruppo U.T. Gandhi Fearless Five nel disco “Travellers” (2008), con l’Orchestra Componibile nel disco “Musica per Piccola Orchestra e 5 Direttori” (2010). Ha avuto l’occasione di suonare e collaborare con molti musicisti affermati dello scenario jazz soprattutto nell’area del triveneto e anche fuori regione.

MARCO PRIVATO: CONTRABBASSO

Inizia gli studi musicali con il pianoforte ad 11 anni, a 16 decide di passare al basso elettrico che gli da subito la possibilità di suonare dal vivo. A 18 scopre la musica jazz e decide di affrontare seriamente lo studio di questo genere musicale, per farlo si iscrive alla scuola Thelonious Monk di Mira, viene subito a contatto con insegnanti come Mauro Bordignon, Marcello e Pietro Tonolo, Nicola Fazzini, Matteo Alfonso, e Franco Testa con il quale decide di passare al contrabbasso.
Alla T.M. ottiene la borsa di studio, gli viene data la possibilità di suonare al Lagnau jazz festival (che si tiene nell’omonima città svizzera) sotto la guida del batterista Mimmo Cafiero, e di partecipare ai seminari di musicisti come Hal Crook, Darryl Hall, John Lee. Dopo aver studiato con il contrabbassista americano Marc Abrams partecipa al “jazz and schools meeting and festival” a Palermo, a “Merano jazz”,e a “Jazz cool” dove frequenta i seminari di Lee Konitz, John Patitucci,Danilo Perez,Rosario Giuliani,Ares Taolazzi, Franco D’Andrea, Antonio Zambrini, Silvia Bolognesi, Mario Raja.
A 23 anni inizia gli studi classici dello strumento sotto la guida del maestro Franco Catalini, e in contemporanea frequenta il corso universitario di jazz e musica moderna al conservatorio Buzzolla di Adria. Nel frattempo suona jazz con Marcello Tonolo, Nicola Fazzini, Davide Ragazzoni, Stefano Olivato, Fabio Valdemarin, Luca Colussi, Alberto Vianello, Pietro Tonolo, Jimmy Weinstein, Elena Camerin, Pietro Bittolo Bon, Caro Atti, Paolo Porta, Jack Walrath, Kyle Gregory, registra con la Thelonius Monk big band un cd con brani e arrangiamenti di Stefano Bellon e Marcello Tonolo. Fa parte del quintetto di Marcello Tonolo “Music on Poetry” e del trio, con quest’ultimo ha registrato di recente due dischi dal titolo “Lazy Afternoon” e “Take Two”, fa parte anche del del settetto composto da Roberto Soggetti, Enrico Tommasini, Pietro Tonolo, Roberto Rossi, Paolo Trettel, Silvia Donati, proggetto che nasce dalla registrazione del cd “Encresciadum” uscito per caligola records. Nel 2012 viene premiato da Franco D’Andrea come miglior musicista ai seminari di Merano.

Mercoledì 30 Aprile: “EYM Trio” (Fra)

bandeaux_eym-trio

 

In occasione della terza “Giornata Internazionale UNESCO del Jazz” vi presentiamo un concerto davvero spettacolare:

EYM Trio è un gruppo “Jazz” sempre in piena interazione con molte sonorità tipiche della musica orientale. Offre una lettura molto personale e ricercata, alternando composizioni originali e arrangiamenti di standard. Il gruppo è composto da tre giovani musicisti provenienti da Lione, motivati dalla voglia di condividere la loro musica con gli altri.

 

Giovedì 24 Aprile: “J W C M”

10007060_10152054815593951_6752663611986953633_n

il lavoro musicale di Jhon William Castano Montoya, talentuoso, spirituale, sognante violinista colombiano residente in Italia dal 2001. Attualmente collabora con la macchina creativa più prolifica del Veneto, FABRICA, cominciando in questo modo la sua carriera di compositore. Corde e archetto a dar sostanza a cortometraggi, documentari, spot televisivi e opere teatrali finché si avvista la pubblicazione di “El Viaje” progetto musicale solista in cui racconta musicalmente la sua camminata atlantica tra Colombia e Italia.

A seguirlo “Mohs” un lavoro che sorge dalla natura, in cui JWCM è attento alla voce di ruscelli e fiumi,
oppure all’eco dei sassi che solitari o in unione emettono il loro canto. Dà loro un rigore musicale
registrando, campionando e unendoli all’uomo attraverso l’utilizzo della strumentazione musicale
tradizionale.

Drums: Geremia Vinattieri
Sax: Fabio Calzavara

https://soundcloud.com/jhonwicas

www.mohsalbum.com

Ven 18 Aprile: “Oh My o” (Svezia)

oh my o ny bild

Oh My O iniziano la loro carriera nel 2012, quando pubblicano il loro album di debutto “Sail Away” , seguito da un tour di successo in Svezia (la loro nazione di origine).
L’album è subito entrato in top 40 svedese . Il pop melodico della band vi coinvolgerà.

Con le composizioni della cantante Olivia Sandell come punto di partenza , Oh My O ha sviluppato un suono del tutto particolare, la creazione di musica pop imprevedibile con fantasiosi accordi .

Oh My O sta esplorando sentieri che conducono il gruppo in
viaggi musicali innovativi e avventure . I due clarinetti in combinazione con la chitarra elettrica, il basso e la batteria jazz, creano suoni emozionanti e particolarissimi.

Ven 28 Marzo: “The Bony King Of Nowhere” (Belgio)

01

The Bony King Of Nowhere è il progetto nu-folk del 22enne compositore Belga Bram Vannparys. La sua musica si distingue soprattutto per la sua voce caratteristica. I brani sono costruiti su cori melodici, strati di chitarre e suoni e il frequente uso di percussionio non convenzionali ispirate al movimento brasiliano Tropicàlia degli anni ’60. I Suoi testi sono spesso teatrali e parlano d’amore, ma non certo in modo convenzionale. Il carattere universale, ma molto ribelle, della musica di Bram, ha lasciato a bocca aperta sia i media che il pubblico del suo paese, invocando a questo punto un responso internazionale. Dopo che il suo demo è stato selezionato per la compilatio “Domino Festival” del The Wire Megazine, Bram è stato chiamato da Kieran Hebden (aka Fourtet) che gli ha chiesto di poter inserire alcune sue canzoni nella colonna sonora del film a cui stava lavorando (Boy Meets Girl). Anche Devendra Banhart ha cantato le lodi di Bram in una lettera personale, dopo aver sentito il demo. Infine Jon Kelly ha espresso il suo interesse per mixare il primo album di The Bony King Of Nowhere, che è stato prodotto da Loen Gisen. L’enorme successo ottenuto dal cd “Alas My Love”, con hits come “The sunset”, “Favourite” e “Taxidream”, ha permesso a Bram di costruire una solida fanbase, anche in Olanda. Nel 2011 è uscito il secondo album di The bony King Of Nowhere, “Eleonore”, mentre procede il lavoro per scrivere la colonna sonora di ” Les Géants”, film di Bouli Lanners.

 

Sab 22 Marzo: “The Talking Bugs”

601594_306022282858571_1172167948_n

Si formano nel gennaio 2011 dall’incontro di Alessandro di Furio (chitarra classica, voce), Fausto Ghini (chitarra classica, voce), Paolo Andrini (contrabbasso). Nel novembre 2012 si unisce alla formazione Youssef Ait Bouazza (batteria, percussioni). Il quartetto mescola stili dalle differenti provenienze e ne ricava un sound indie folk dal quale affiorano elementi che spaziano dall’elettronica al dream pop. Richiami che portano ad accostamenti con band quali Beirut, King Of Conveniences, Grizzly Bear ma anche Notwist e Soda stream. I Talking Bugs mantengono tuttavia una personalità ed un’autonomia compositiva e melodica che evidenzia l’autenticità della loro ispirazione artistica. Uno stile definito che spazia dalle contaminazioni balcaniche a quelle più ispaniche. Riferimenti musicali che vanno dal reggae al tango moderno. Dettagli curati e misurati per reinterpretare le sonorità folk in modo attuale e coinvolgente. Sulle note del contrabbasso le chitarre (classiche) si inseguono veloci e ostinate creando dinamiche seducenti. Voce calda intensa, agrodolce che si incastra tra ritmi nervosi, melodie malinconiche e atmosfere suggestive. Musica “transeuropea”, con testi (in lingua inglese) intimisti e spietati. Pensieri e stati d’animo raccontati in maniera minimale e delicata.

 

Ven 14 Marzo: “EVÍ EVÁN – REBÉTIKI DIADROMÍ”

1658255_508363569272308_1356268344_o

Il 14 marzo – all’Eden Cafe, in Viale 15 Luglio 1, a Treviso – gli Evì Evàn saranno in concerto in occasione del tour ufficiale di presentazione del nuovo album “Rebetiki diadromì” registrato ad Atene nel quartiere di Nea Ionìa, una delle leggendarie periferie della città dove è nata ed è stata scritta la storia della musica rebetika.

Il nuovo lavoro della band, definita dalla rivista Internazionale “Il riferimento del rebetiko nel nostro Paese”, si intitola “Rebetiki Diadromì”, “Itinerario Rebetiko”, perché incrocia le voci, gli strumenti e le storie artistiche di cinque prestigiosi ospiti amici della band: Vinicio Capossela (voce), Sofia Lampropoulou (kanoun), Nikos Nikolopoulos (oud), Moni Ovadia (voce) e Daniele Sepe (sax). Compagni di strada che provengono da diverse origini e sono in viaggio verso differenti percorsi musicali, ma che nella passione comune per la Grecia e il rebetiko, hanno trovato una taverna ombrosa in cui riposarsi e fare musica insieme.

“Rebetiki Diadromì” è un vagabondaggio lungo una strada bianca, non asfaltata, un percorso originale che intreccia storiche canzoni di Istanbul, Smirne, Pireo, Atene, con tre brani scritti dagli Evì Evàn e un omaggio al lato rebetiko della canzone romanesca. Musica meticcia per eccellenza, il Rebetiko è nato nei porti e nelle città, generato da incontri casuali, violenti o da forti legami d’amore e d’amicizia. Nelle sue sonorità sono confluiti ritmi slavi, turchi, ebraici, bizantini, e nel percorso delle dodici canzoni di “Rebetiki Diadromì” si sono aggiunti i colori della Roma degli Evì Evàn, della Napoli di Daniele Sepe e della Milano di Vinicio Capossela e Moni Ovadia.

Dal 1922 ad oggi, la tradizione rebetika si è mantenuta viva proprio attraverso percorsi di migrazioni, guerre e viaggi, partendo da Istanbul e Smirne per arrivare ad Atene, Pireo e Salonicco. Una musica che così si è continuamente trasformata, rimanendo però fedele alla sostanza dei suoi temi: l’eros, vissuto col lamento profondo degli emarginati. Non ha nulla a che fare con la musica tradizionale e folkloristica, di origine rurale, ma è una litania della miseria urbana, una lirica del sottoproletariato che si esprime al chiuso, dentro locali equivoci, carceri e angiporti, fra vino e hashish.
Nel nuovo cd degli Evì Evàn, sono presenti tutte le declinazioni del Rebetiko: lo hassapiko, uno dei ritmi più popolari, forse di lontane origini albanesi, che si balla solo con gli amici stretti; lo zeibekiko, dalle cadenze arcaiche, è una musica ballata quasi immobili, raramente all’aperto o finché c’è ancora il sole; l’amanès, una sonorità che per noi ha un colore turco e orientale, ma che si è formata sull’influenza della musica bizantina e del suo suono “pesante”, come un lamento “greve”. Infine il tsifteteli, la danza del ventre greca, l’unica in cui si sorride, e il hassaposerviko, con il suo ritmo di ascendenza slava.

L’orchestra degli Evì Evàn
L’orchestra italo greca Evì Evàn, con base a Roma e ad Atene, è impegnata a diffondere la musica Rebetika dal 2007 ed è considerata il “riferimento del Rebetiko nel nostro Paese” (da Internazionale, maggio 2012) . E’ composta da sette musicisti che, singolarmente o insieme, hanno collaborato con Moni Ovadia, Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Giorgio Tirabassi, Nour Eddine Fatty e altri artisti. Gli spettacoli della band, di cui si sono occupati anche il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, RAI Mediterraneo, Radio Popolare, Radio Onda Rossa, Radio Rai 2, propongono un viaggio sonoro che si snoda fra Istanbul e Atene; da Smirne a Salonicco. Canzoni di porto e di periferie, d’amore maledetto, disavventure della vita, passione per musica, vino e narghilè, dove i ritmi dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche.

La band è composta da:
Dimitris Kotsiouros: bouzouki, baglamas, oud, tzouras
Giorgio Strimpakos: baglamas, voce
Francesca Palombo: fisarmonica, voce
Daniele Ercoli: contrabbasso, kaval, cori
Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice
Emiliano Maiorani: chitarra