Martedì 17 Maggio: “Incontri di Birra \\\ Collezione Primavera – Estate \\\ Cena con degustazione”

INCONTRI

Un progetto che unisce la ricerca delle birre artigianali alla nostra cucina, in questo percorso saremo guidati da Simone Rota, degustatore UDB che da diversi anni si occupa delle birre artigianali.

” Collezione Primavera – Estate ”

Un viaggio alla scoperta di alcune interessanti birre, ideali per questo periodo di passaggio dalla primavera all’estate, ogni calice di birra sarà accompagnato da un piatto studiato appositamente dal nostro chef.

Menù della serata:

– Lo Speck dell’alto Adige incontra i Tropici. Birra abbinata “Sideways Pale Ale” Birrificio Nomad (Australia).

– Arrostino di vitello profumato al cardamomo e pepe verde. Birra abbinata “Saison D’erpe Mere” Birrificio Glazen Toren (Belgio).

– Lemon Tarte rivisitata. Birra abbinata “Troufette Belle Eté” Birra abbinata Birrificio Brasserie de Bastogne (Belgio).

Inizio ore 20.00
Costo della serata 25€ (compreso acqua, coperto e caffè)
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL 3898384316

pics by DAN MORRIS/THRILLIST

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Venerdì 29 Aprile: “Town of Saint” (Olanda\Finlandia)

Town of Saints - Official Pressphoto 2016 (photo by Ruben van Vliet) PORTRAIT WEB

I Town of Saints arrivano dall’Olanda e dalla Finlandia, ma la loro storia nasce sulle montagne austriache con l’incontro del cantante Harmen Ridderbos e della violinista Heta Salkolahati. Dopo anni di tour in duo lo stile folk diventa quello di una band indie-rock, cinque elementi e un nuovo album “No place like this” dalle sonorità dark e tropicali. Minimalismo e orchestrazioni complesse tornano così a convivere sulla scia di gruppi illustri come gli Arcade Fire. 130 concerti dal vivo e recensioni più che positive da radio e tv nazionali che li proclama nuovi talenti della scena olandese.

Venerdì 22 Aprile: ” Crying day care choir (Swe) “

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Il fenomeno conosciuto universalmente come crying day care choir, denota un gruppo di bambini che piangendo simultaneamente possono creare una perfezione corale, che dura il tempo di un battito di ciglia. Quattro giovani svedesi si sono fatti trascinare da questo concetto e cercano con la loro musica di diffondere l’amore per le piccole cose, la bellezza delle banalità in un mondo che ha un disperato bisogno di vedere il lato positivo. La loro musica ci risolleverà in un attimo dal buio della vita quotidiana, come fossimo di nuovo bambini.

Ven 15 Aprile:”Tim McMillan(Australia)+Withfield Crane (Ugly Kid Joe)

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Un duo eccezionale, Tim McMillan lo strepitoso chitarrista Australiano che vanta numerose collaborazioni importanti e Withfield Craneil frontman della storica band Californiana “Ugly Kid Joe” un evento imperdibile.

Il talento chitarristico dell’australiano McMillan, capace di fondere folk, jazz, blues, classica e rock, ha affascinato personaggi come Al Di Meola, Jonsi dei Sigur Ros e non solo. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti e realizzato tour in Giappone, India, Europa e America Latina. Per la seconda volta in tour in Italia.
Australiano, Tim unisce e combina una varietà di stili: folk, jazz, classica, blues, e un pizzico di metal. E rompe i confini di genere.
Chitarrista conosciuto non solo per la sua abilità nell’esplorare differenti generi, McMillan è anche un virtuoso del suo strumento, un artista eccezionale. Le sue performance dal vivo, il suo sense of humor e la sua abilità nel coinvolgere il pubblico ne hanno fatto un artista veramente popolare.
Lo stile musicale del suo nuovo album, “Angel”, (con chitarra, basso, batteria, archi, flauto, ukulele) possiede un dinamismo che spazia dal rock acustico alla chitarra fingerstyle e alla musica da camera progressive.
Nella sua nativa Australia, Tim ha ricevuto numerosi premi, tra cui il “Maton” come giovane chitarrista dell’anno.
Ha suonato, sia da solista che con la sua band, in Europa, Giappone, India e America Latina e di recente si è esibito con leggendari chitarristi come Al Di Meola, Dominic Miller (Sting) e Kaki King.

Hanno detto di lui:
(…) Some very beautiful and original guitar music (…) ( Jonsi, Sigur Ros)
(…) Great playing, with really nice harmonies and a cool performance style (…) (Al Di Meola)
Tim McMillan can also bring new life to various pieces by foreign composers: Samba Triste by Baden Powell, the popular theme from Yann Tiersen’s Amelie soundtrack and finally the Led Zeppelin classic Stairway To Heaven – only that McMillan plays guitar better than Jimmy Page. Just an option? No, probably the truth. (Kieler Nachrichten)
It is evident that Tim McMillan is heavily influenced by the clever daring figures in jazz guitar. Subtly he has presented this influence into an indie context – overcoming conventional structure with a kind of post-rock cross prog- folk style. “2.13” is a rewarding journey, with innumerable twists and turns – both very complex but also easy to digest, filled with beautiful harmonies and hooks that are bound to become stuck in your head. (www.laut.de)
The Australian plays Toto’s “Africa” in acid-American bossa nova rhythm, then this quickly mashes the piece into a hiphop nod to “Stairway to Heaven”. The new German resident is always keen to practice his “sub optimal Deutsch” with hilarious vocabulary gaps. He may sound his instrument like a Japanese shamisen lute then without hesitation insert a massive metal riff ending the delicate mood. (Frankenpost)

Ven 12 Febbraio: “BettiBarsantini”

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BETTIBARSANTINI è la band di Marco Parente e Alessandro Fiori.
Il nome è un omaggio alla loro musa del punk professionale, Betty Barsantini, regina del Tg regionale toscano.

Il primo disco, uscito per Malintenti Dischi e anticipato dal singolo ‘Dissocial Network’, sembra aver già conquistato la critica e non solo.
E’ infatti bastata una prima manciata di date per farli balzare in testa alla classifica BEST LIVE di Gennaio redatta da KeepOn e votata dai direttori artistici dei locali nostrani.
Accompagnati al basso da Lorenzo Maffucci (membro dei BlueWilla e ormai a tutti gli effetti il terzo BettiBarsantini), i due sono in tour con un live set d’impatto e davvero poco cantautorale. Insomma un concerto ricco di groove e a tratti afro-punk, per ascoltatori che non disdegnano la pista da ballo.

Ven 4 Dicembre: “Domingo”

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Nella musica come nella vita, essere capaci di fare le cose in modo serio ma non pesante è un’arte che non riesce a tutti. Domenico Calabrò, in arte Domingo, nella vita non lo sappiamo ma per quanto riguarda la musica è piuttosto bravo. Le canzoni contenute nel suo disco di esordio sono un riuscito mix di “musica italiana” ed elettronica, un po’ (anzi, non tanto poco a pensarci bene) alla Cosmo: gli anni ’80, quelli di Alan Sorrenti, Battiato, Battisti, rivisitati con lo spirito (post)moderno e internazionalista dei nuovi cantautori.

 

Ven 06 Marzo: “Coffee or Not” (Be)

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I Coffee or Not sono un duo belga, con sede a Bruxelles. I creatori e musicisti Soho e Renaud, presentano melodie piuttosto elettriche ma dove le armonie vocali hanno un peso significativo. Dopo aver dato alle stampe due album, il loro terzo disco, ‘SoRe’, è più “dark”, più teso e tempestoso. Un disco dai “Loop” introspettivi ai piatti energici, dai pad eterei alle grida, su per le viscere fino alle orecchie.
Soho e Renaud registrano ogni strumento a casa e spesso si esibiscono dal vivo con il bassista Frédéric Renaux. In questo modo essi offrono concerti ampi e accattivanti. Si sono esibiti al “Botanique” al “Ancienne Belgique” e al “Brussels Summer Festival” e al “Réservoir”di Parigi nel 2013.

Tutti i mercoledì di Maggio e Giugno:”Doppio Misto”

Un evento che collega due locali tra i più particolari della scena trevigiana, Eden Café e Cavastropoi, un grazioso locale del centro, ogni mercoledì si alterneranno dj e location, come in un match tennistico ogni settimana gli staff si rimescoleranno e l’evento sarà ospitato a turno in una delle due location.

Buona musica, tanti amici, cocktail, birre speciali e stuzzicanti proposte culinarie…….che dire….VI ASPETTIAMO!!!!!!!doppio-misto_light

Venerdì 19 Aprile:”Serata Inaugurale del Festival Avanscena”

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Avanscena Festival della Scenografia e del Costume apre i battenti.
Per la serata inaugurale ospite d’onore Antonio Infantino, artista e musicista ci guiderà in un viaggio
di parole ed emozioni nelle viscere del teatro.

Antonio Infantino, nato a Sabaudia (LT) nel 1944, è uno che non sai mai da dove viene, non saprai mai dove va. Si muove come le nuvole, cosi è scritto di lui in un efficace ritratto che apre il volume “Antonio Infantino: danza cosmica, colore, suono ed architettura” edito, nel 1996, dal Parlamento Europeo, nel cui spazio espositivo di Bruxelles, è stata ospitata una sua grande mostra antologica.
Il “nomadismo” di Infantino, che lo porta da Tricarico (non distante da Metaponto, dimora del filosofo e matematico Pitagora) a Firenze, in Brasile, in Belgio, Olanda, altrove e poi di nuovo a Firenze, non è solo fisico, ma soprattutto culturale e disciplinare. La “tarantola dell’arte”, il virus che non lo abbandona mai e lo spinge verso territori di ricerca sempre nuovi e diversi, lo porta a diventare architetto (Firenze, 1972, tesi su spazio naturale, artificiale, a “n” dimensioni), musicista, poeta, pittore, regista teatrale, antropologo, lasciando il segno in ognuno dei campi toccati.
Nel 1973/74 ha insegnato Arte dei Giardini nella Facoltà di Architettura dell’ Università di Firenze. In Brasile, Belgio, Italia ha progettato urbanizzazioni, parchi, chiese, ospedali, teatri, palazzi, ville, case, giardini, mobili ed oggetti- tutti progetti realizzati.
Tra “le cose fatte”, come le chiama lui, che lo hanno reso famoso, bisogna ricordare la costituzione del suo gruppo: “I Tarantolati di Tricarico”. Di ritorno dall’ Egitto e da Creta, Infantino, nel 1975, ripensa le comuni radici mediterranee e, sintetizzando le sue esperienze, crea un nuovo repertorio utilizzando il dialetto Lucano, per la particolare sonorità linguistica, con un accompagnamento musicale fatto di accordi MINIMI sorretti da una potente base percussiva. Tra i successi di Antonio
Infantino con i suoi Tarantolati: “La Gatta Mammona”, eseguita poi, nel 1997, anche col gruppo “99 POSSE”, e la canzone “AVOLA”, da lui composta, che Infantino ha eseguito spessissimo nello spettacolo di DARIO FO “Ci ragiono e canto”.

Numerose sono le partecipazioni di Infantino come “ospite” (Guest Star) in incisioni di altri artisti.
Nel 1966 Feltrinelli edita una sua raccolta di poesie “I denti cariati e la patria”- con prefazione di Fernanda Pivano. A City Lights Italia non arriva casualmente: Infantino non solo ha partecipato a readings insieme ad Allen Ginsberg (Poltronova di Agliana, ’67, in occasione della mostra di Ettore Sottsass), ma è stato uno dei protagonisti del beat italiano, come ben documentano Fernanda Pivano in “Mondo Beat” ed un ritaglio del Corriere della Sera dell’ epoca, quando “il tarantolato” passò una notte in cella perchè si aggirava per Milano con la testa incoronata.
Un personaggio che incarna in senso letterale alcune tra le cose migliori della cultura e dello spettacolo di questi ultimi trent’ anni. Migliaia, in tutta Italia ed all’ estero, sono stati ai suoi spettacoli, mostre, performances, trasmissioni radio e televisive (RAI-CANALE 5, etc.). Abbondantissima la rassegna stampa sul suo “Operato”. Mago, mistico, filosofo e scienziato “rinascimentale”, Infantino ricompone tutte queste discipline in un’ unica dimensione che le riassume: L’ ARTE, intesa da lui come ponte tra “L’ animo individuale” e “L’ anima del mondo”.Per l’ anno 2003 Infantino è stato invitato a partecipare alla Biennale delle Arti di Venezia, con un Evento Speciale di collegamento tra Arti visive, Musica, Teatro e Danza: TARA’n’TRANCE.
Nel 2009 Antonio Infantino parteciperà nuovamente alla Biennale di Venezia con installazioni e performance.