Venerdì 29 Aprile: “Town of Saint” (Olanda\Finlandia)

Town of Saints - Official Pressphoto 2016 (photo by Ruben van Vliet) PORTRAIT WEB

I Town of Saints arrivano dall’Olanda e dalla Finlandia, ma la loro storia nasce sulle montagne austriache con l’incontro del cantante Harmen Ridderbos e della violinista Heta Salkolahati. Dopo anni di tour in duo lo stile folk diventa quello di una band indie-rock, cinque elementi e un nuovo album “No place like this” dalle sonorità dark e tropicali. Minimalismo e orchestrazioni complesse tornano così a convivere sulla scia di gruppi illustri come gli Arcade Fire. 130 concerti dal vivo e recensioni più che positive da radio e tv nazionali che li proclama nuovi talenti della scena olandese.

Venerdì 22 Aprile: ” Crying day care choir (Swe) “

CRYING DAY CARE CHOIR (2)

Il fenomeno conosciuto universalmente come crying day care choir, denota un gruppo di bambini che piangendo simultaneamente possono creare una perfezione corale, che dura il tempo di un battito di ciglia. Quattro giovani svedesi si sono fatti trascinare da questo concetto e cercano con la loro musica di diffondere l’amore per le piccole cose, la bellezza delle banalità in un mondo che ha un disperato bisogno di vedere il lato positivo. La loro musica ci risolleverà in un attimo dal buio della vita quotidiana, come fossimo di nuovo bambini.

Ven 15 Aprile:”Tim McMillan(Australia)+Withfield Crane (Ugly Kid Joe)

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Un duo eccezionale, Tim McMillan lo strepitoso chitarrista Australiano che vanta numerose collaborazioni importanti e Withfield Craneil frontman della storica band Californiana “Ugly Kid Joe” un evento imperdibile.

Il talento chitarristico dell’australiano McMillan, capace di fondere folk, jazz, blues, classica e rock, ha affascinato personaggi come Al Di Meola, Jonsi dei Sigur Ros e non solo. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti e realizzato tour in Giappone, India, Europa e America Latina. Per la seconda volta in tour in Italia.
Australiano, Tim unisce e combina una varietà di stili: folk, jazz, classica, blues, e un pizzico di metal. E rompe i confini di genere.
Chitarrista conosciuto non solo per la sua abilità nell’esplorare differenti generi, McMillan è anche un virtuoso del suo strumento, un artista eccezionale. Le sue performance dal vivo, il suo sense of humor e la sua abilità nel coinvolgere il pubblico ne hanno fatto un artista veramente popolare.
Lo stile musicale del suo nuovo album, “Angel”, (con chitarra, basso, batteria, archi, flauto, ukulele) possiede un dinamismo che spazia dal rock acustico alla chitarra fingerstyle e alla musica da camera progressive.
Nella sua nativa Australia, Tim ha ricevuto numerosi premi, tra cui il “Maton” come giovane chitarrista dell’anno.
Ha suonato, sia da solista che con la sua band, in Europa, Giappone, India e America Latina e di recente si è esibito con leggendari chitarristi come Al Di Meola, Dominic Miller (Sting) e Kaki King.

Hanno detto di lui:
(…) Some very beautiful and original guitar music (…) ( Jonsi, Sigur Ros)
(…) Great playing, with really nice harmonies and a cool performance style (…) (Al Di Meola)
Tim McMillan can also bring new life to various pieces by foreign composers: Samba Triste by Baden Powell, the popular theme from Yann Tiersen’s Amelie soundtrack and finally the Led Zeppelin classic Stairway To Heaven – only that McMillan plays guitar better than Jimmy Page. Just an option? No, probably the truth. (Kieler Nachrichten)
It is evident that Tim McMillan is heavily influenced by the clever daring figures in jazz guitar. Subtly he has presented this influence into an indie context – overcoming conventional structure with a kind of post-rock cross prog- folk style. “2.13” is a rewarding journey, with innumerable twists and turns – both very complex but also easy to digest, filled with beautiful harmonies and hooks that are bound to become stuck in your head. (www.laut.de)
The Australian plays Toto’s “Africa” in acid-American bossa nova rhythm, then this quickly mashes the piece into a hiphop nod to “Stairway to Heaven”. The new German resident is always keen to practice his “sub optimal Deutsch” with hilarious vocabulary gaps. He may sound his instrument like a Japanese shamisen lute then without hesitation insert a massive metal riff ending the delicate mood. (Frankenpost)