Ven 4 Dicembre: “Domingo”

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Nella musica come nella vita, essere capaci di fare le cose in modo serio ma non pesante è un’arte che non riesce a tutti. Domenico Calabrò, in arte Domingo, nella vita non lo sappiamo ma per quanto riguarda la musica è piuttosto bravo. Le canzoni contenute nel suo disco di esordio sono un riuscito mix di “musica italiana” ed elettronica, un po’ (anzi, non tanto poco a pensarci bene) alla Cosmo: gli anni ’80, quelli di Alan Sorrenti, Battiato, Battisti, rivisitati con lo spirito (post)moderno e internazionalista dei nuovi cantautori.

 

Ven 27 Novembre: ” Cajsa Siik”(SWE)

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Cajsa Siik arriva dalla lontana Stoccolma. La sua musica ha raggiunto gli USA e varie altre parti del mondo. Con “Contra”, il suo ultimo album, la musicista ha portato l’essenza della sua arte-pop alla sua più autentica nozione. La sua voce sensuale è in netto contrasto con gli enigmatici e strutturati accordi, che si adattano perfettamente all’orchestrazione minimalista che li supporta, crando un particolarissimo dinamismo.
Il live di Cajsa è emozionante con i suoi ritmi pulsanti, l’uso del tapping, del laptop e di testi accattivanti.

 

Ven 13 Novembre: ” Antun Opic” (Ger)

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La sua musica è un amalgama di generi e influenze tipiche di chi ha girato il mondo chitarra alla mano: Antun Opic, cantautore e compositore di stanza a Monaco di Baviera, come molti ragazzi della sua generazione è nato da genitori di due diverse nazionalità: tedesca e croata. Ed è proprio da questa mancanza di radici che deriva la sensazione di sentirsi “europeo”, o meglio, “cittadino del mondo” a dispetto delle sue origini. Canta in inglese “perché l’inglese è la lingua dei grandi cantautori e della musica con cui sono cresciuto, ed è universale in un mondo che sembra rimpicciolirsi giorno dopo giorno”. Dopo aver trascorso svariati anni a perfezionare la teatralità delle sue esibizioni attraverso il collettivo di punk cabaret “Storm & Wasser”, con il quale ha girato l’Europa portando in giro performance che mescolano la musica e il teatro, Antun ha fondato il progetto che porta il suo nome Antun Opic, assieme al suo vecchio maestro di chitarra Tobias Kavelar e al bassista Horst Fritscher. Alla fine di settembre ha pubblicato il suo primo disco intitolato “No Offense”, composto da 12 brani – su tutti Hospital – che recuperano un certo spirito bohèmienne, in cui emergono piacevoli venature folk (con rimandi a Bonnie Prince Billy, Bon Iver e The Tallest Man On The Heart) e gitane (chiare le influenze di Django Reinhardt).