Ven 4 Aprile: “Duo Bucolico” Furia Ludica Tour

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Sono strane farse musicali al confine tra cantautorato, cabaret, recital e la canzone popolare comico-burlesca, caratterizzati da una continua interazione col pubblico. Sempre con una marcata vena di cinismo e di radicalità, il Duo crea canzoni grottesche e surreali avvalendosi di un linguaggio deformante, dal retrogusto dadaista, capovolgendo così il mondo per svelarne i lati più sbilenchi e bizzarri.
Il Duo Bucolico ha portato i suoi spettacoli in tutta Italia, dalle osterie alle piazze, dai live club ai teatri, partecipando a numerosi festival internazionali di arte di strada e a importanti rassegne culturali.

Furia Ludica, il quinto disco del Duo Bucolico, è un affresco di colori e giocattoli febbricitanti. A cavallo tra cantautorato, operetta elettronica e folk-cabaret, l’album mette in scena piccole storie allegoriche, invettive cosmiche e proclami dada. Le canzoni si fanno più asciutte sul piano della narrazione e più ricche negli arrangiamenti, senza sacrificare la loro spinta satirica e surreale. L’album è solcato da un strano equilibrio tra istinto e controllo, tra grido e digressione.
Convivono brani per cantautore solitario e brani da Banda Bucolica, giocosi esperimenti elettronici e inni corali.
Furia ludica rappresenta l’album di svolta sul piano discografico. Infatti il Duo ad oggi aveva indirizzato le proprie energie (oltre 100 concerti all’anno) principalmente sull’efficacia dei suoi irresistibili live. Questa vocazione performativa gli ha permesso di vendere un numero considerevole di copie dei primi 4 album autoprodotti. Ora invece il Duo Bucolico si è preso tutto il tempo necessario per concentrarsi sul disco, alla ricerca di un sound maturo, competitivo e disinvolto.
La produzione di Cinedelic Records – label nota per le curatissime pubblicazioni dedicate a compositori che hanno fatto la storia delle colonne sonore italiane (E. Morricone, A. Trovajoli, P. Umiliani, Gianni Ferrio e tanti altri) ma anche per aver pubblicato il primo album dei Calibro 35 (oggi una delle band di culto del panorama italiano indipendente) – vuole arrivare al cuore e al sorriso di chi non ha ancora avuto la fortuna di vedere il Duo Bucolico dal vivo.
Questo grazie anche alla cura delle registrazioni effettuate ai Deposito Zero Studios di Forlì, al lussuoso packaging del CD (le cui grafiche sono a cura di Lorenzo Kruger dei Nobraino), ai 2 singoli accompagnati da simpaticissimi videoclip che usciranno prima dell’estate (Mangialamusica & La bega dei cani) e, soprattutto, agli ispiratissimi come non mai Daniele, Antonio e banda bucolica.
Ospiti speciali del disco sono il geniale sperimentatore Vincenzo Vasi (collaboratore stabile di Vinicio Capossela che qui alterna theremin, vibrafono e cori in 5 brani) e gli esuberanti conterranei romagnoli Nobraino in Mangialamusica, che contribuiscono a fare di Furia Ludica un’opera inclassificabile e multiforme.

 

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Ven 28 Marzo: “The Bony King Of Nowhere” (Belgio)

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The Bony King Of Nowhere è il progetto nu-folk del 22enne compositore Belga Bram Vannparys. La sua musica si distingue soprattutto per la sua voce caratteristica. I brani sono costruiti su cori melodici, strati di chitarre e suoni e il frequente uso di percussionio non convenzionali ispirate al movimento brasiliano Tropicàlia degli anni ’60. I Suoi testi sono spesso teatrali e parlano d’amore, ma non certo in modo convenzionale. Il carattere universale, ma molto ribelle, della musica di Bram, ha lasciato a bocca aperta sia i media che il pubblico del suo paese, invocando a questo punto un responso internazionale. Dopo che il suo demo è stato selezionato per la compilatio “Domino Festival” del The Wire Megazine, Bram è stato chiamato da Kieran Hebden (aka Fourtet) che gli ha chiesto di poter inserire alcune sue canzoni nella colonna sonora del film a cui stava lavorando (Boy Meets Girl). Anche Devendra Banhart ha cantato le lodi di Bram in una lettera personale, dopo aver sentito il demo. Infine Jon Kelly ha espresso il suo interesse per mixare il primo album di The Bony King Of Nowhere, che è stato prodotto da Loen Gisen. L’enorme successo ottenuto dal cd “Alas My Love”, con hits come “The sunset”, “Favourite” e “Taxidream”, ha permesso a Bram di costruire una solida fanbase, anche in Olanda. Nel 2011 è uscito il secondo album di The bony King Of Nowhere, “Eleonore”, mentre procede il lavoro per scrivere la colonna sonora di ” Les Géants”, film di Bouli Lanners.

 

Sab 22 Marzo: “The Talking Bugs”

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Si formano nel gennaio 2011 dall’incontro di Alessandro di Furio (chitarra classica, voce), Fausto Ghini (chitarra classica, voce), Paolo Andrini (contrabbasso). Nel novembre 2012 si unisce alla formazione Youssef Ait Bouazza (batteria, percussioni). Il quartetto mescola stili dalle differenti provenienze e ne ricava un sound indie folk dal quale affiorano elementi che spaziano dall’elettronica al dream pop. Richiami che portano ad accostamenti con band quali Beirut, King Of Conveniences, Grizzly Bear ma anche Notwist e Soda stream. I Talking Bugs mantengono tuttavia una personalità ed un’autonomia compositiva e melodica che evidenzia l’autenticità della loro ispirazione artistica. Uno stile definito che spazia dalle contaminazioni balcaniche a quelle più ispaniche. Riferimenti musicali che vanno dal reggae al tango moderno. Dettagli curati e misurati per reinterpretare le sonorità folk in modo attuale e coinvolgente. Sulle note del contrabbasso le chitarre (classiche) si inseguono veloci e ostinate creando dinamiche seducenti. Voce calda intensa, agrodolce che si incastra tra ritmi nervosi, melodie malinconiche e atmosfere suggestive. Musica “transeuropea”, con testi (in lingua inglese) intimisti e spietati. Pensieri e stati d’animo raccontati in maniera minimale e delicata.

 

Ven 14 Marzo: “EVÍ EVÁN – REBÉTIKI DIADROMÍ”

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Il 14 marzo – all’Eden Cafe, in Viale 15 Luglio 1, a Treviso – gli Evì Evàn saranno in concerto in occasione del tour ufficiale di presentazione del nuovo album “Rebetiki diadromì” registrato ad Atene nel quartiere di Nea Ionìa, una delle leggendarie periferie della città dove è nata ed è stata scritta la storia della musica rebetika.

Il nuovo lavoro della band, definita dalla rivista Internazionale “Il riferimento del rebetiko nel nostro Paese”, si intitola “Rebetiki Diadromì”, “Itinerario Rebetiko”, perché incrocia le voci, gli strumenti e le storie artistiche di cinque prestigiosi ospiti amici della band: Vinicio Capossela (voce), Sofia Lampropoulou (kanoun), Nikos Nikolopoulos (oud), Moni Ovadia (voce) e Daniele Sepe (sax). Compagni di strada che provengono da diverse origini e sono in viaggio verso differenti percorsi musicali, ma che nella passione comune per la Grecia e il rebetiko, hanno trovato una taverna ombrosa in cui riposarsi e fare musica insieme.

“Rebetiki Diadromì” è un vagabondaggio lungo una strada bianca, non asfaltata, un percorso originale che intreccia storiche canzoni di Istanbul, Smirne, Pireo, Atene, con tre brani scritti dagli Evì Evàn e un omaggio al lato rebetiko della canzone romanesca. Musica meticcia per eccellenza, il Rebetiko è nato nei porti e nelle città, generato da incontri casuali, violenti o da forti legami d’amore e d’amicizia. Nelle sue sonorità sono confluiti ritmi slavi, turchi, ebraici, bizantini, e nel percorso delle dodici canzoni di “Rebetiki Diadromì” si sono aggiunti i colori della Roma degli Evì Evàn, della Napoli di Daniele Sepe e della Milano di Vinicio Capossela e Moni Ovadia.

Dal 1922 ad oggi, la tradizione rebetika si è mantenuta viva proprio attraverso percorsi di migrazioni, guerre e viaggi, partendo da Istanbul e Smirne per arrivare ad Atene, Pireo e Salonicco. Una musica che così si è continuamente trasformata, rimanendo però fedele alla sostanza dei suoi temi: l’eros, vissuto col lamento profondo degli emarginati. Non ha nulla a che fare con la musica tradizionale e folkloristica, di origine rurale, ma è una litania della miseria urbana, una lirica del sottoproletariato che si esprime al chiuso, dentro locali equivoci, carceri e angiporti, fra vino e hashish.
Nel nuovo cd degli Evì Evàn, sono presenti tutte le declinazioni del Rebetiko: lo hassapiko, uno dei ritmi più popolari, forse di lontane origini albanesi, che si balla solo con gli amici stretti; lo zeibekiko, dalle cadenze arcaiche, è una musica ballata quasi immobili, raramente all’aperto o finché c’è ancora il sole; l’amanès, una sonorità che per noi ha un colore turco e orientale, ma che si è formata sull’influenza della musica bizantina e del suo suono “pesante”, come un lamento “greve”. Infine il tsifteteli, la danza del ventre greca, l’unica in cui si sorride, e il hassaposerviko, con il suo ritmo di ascendenza slava.

L’orchestra degli Evì Evàn
L’orchestra italo greca Evì Evàn, con base a Roma e ad Atene, è impegnata a diffondere la musica Rebetika dal 2007 ed è considerata il “riferimento del Rebetiko nel nostro Paese” (da Internazionale, maggio 2012) . E’ composta da sette musicisti che, singolarmente o insieme, hanno collaborato con Moni Ovadia, Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Giorgio Tirabassi, Nour Eddine Fatty e altri artisti. Gli spettacoli della band, di cui si sono occupati anche il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, RAI Mediterraneo, Radio Popolare, Radio Onda Rossa, Radio Rai 2, propongono un viaggio sonoro che si snoda fra Istanbul e Atene; da Smirne a Salonicco. Canzoni di porto e di periferie, d’amore maledetto, disavventure della vita, passione per musica, vino e narghilè, dove i ritmi dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche.

La band è composta da:
Dimitris Kotsiouros: bouzouki, baglamas, oud, tzouras
Giorgio Strimpakos: baglamas, voce
Francesca Palombo: fisarmonica, voce
Daniele Ercoli: contrabbasso, kaval, cori
Luca Cioffi: darbuka, percussioni a cornice
Emiliano Maiorani: chitarra